Un club storico, passato appena quattordici anni fa dalla 2. Bundesliga, poi precipitato tra crisi sportive, instabilità e delusioni continue. Aalen sembrava aver perso identità, fiducia e prospettiva. E invece, nel silenzio operoso del ‚Rohrwang‘ dové l’arena, qualcosa è cambiato davvero. Non con proclami. Non con investimenti folli. Ma con idee, lavoro e personalitá.
Dietro questa rinascita ci sono due uomini dal cuore italiano:
Beniamino Molinari (la famigia di Napoli) e Giuseppe Catizone (Calabria)
Un tandem moderno e complementare.
Uno vive il calcio con energia, emozione e spirito offensivo. L’altro porta calma, lettura tattica e organizzazione.
Insieme hanno rimesso in piedi un club che sembrava smarrito.
E soprattutto hanno restituito anima a una squadra che l’aveva persa.
Molinari, nato a Schwäbisch Gmünd, è stato per anni un attaccante prolifico nei campionati del sud della Germania. Oltre 200 reti in carriera, raccontano quelli che lo conoscono bene. Numeri forse mai contati davvero, perché “Beni” ha sempre preferito il campo alle statistiche.

Da allenatore ha mantenuto la stessa filosofia:
calcio offensivo, aggressivo, intenso.
“Offensiv, wild und voller Energie”, ripete spesso.
Dopo le esperienze alla TSG Backnang e al TSV Essingen, il salto nel professionismo è arrivato grazie ad un vecchio compagno di viaggio: Alexander Zorniger.
Con lui, Molinari ha conquistato il titolo cipriota con l’Apollon Limassol, vivendo un’esperienza che lo ha profondamente formato. Successivamente è arrivata anche l’esperienza allo FC Schalke 04, in uno degli ambienti più esigenti del calcio tedesco.
Esperienze che oggi si riflettono chiaramente nel suo lavoro ad Aalen.
Molinari trasmette fame, mentalità e coraggio.
E soprattutto ha saputo creare un gruppo compatto.
Al suo fianco lavora Giuseppe Catizone.
Ex professionista del VfB Stuttgart, cresciuto nella scuola calcistica sveva, Catizone rappresenta il lato razionale dello staff tecnico.
Se Molinari accende la squadra, Catizone la equilibra.
Analisi tattica, preparazione delle partite, calci piazzati, dettagli strategici: moltissimo passa dalle sue mani.
Ma il suo peso umano conta altrettanto.
I giocatori ascoltano “Giuse”, si fidano della sua esperienza e percepiscono immediatamente la credibilità di chi il calcio professionistico lo ha vissuto davvero.
Anche Catizone arrivava da un successo importante: la promozione in Verbandsliga con il FSV Waiblingen. Subito dopo i festeggiamenti, erano già iniziate le prime riunioni con Molinari per pianificare il futuro del VfR Aalen.
I due si conoscono da oltre vent’anni.
Giocavano insieme alla Normannia Gmünd.
Condividono cultura calcistica, mentalità e ambizione.
E oggi questa sintonia si vede chiaramente in panchina. Emozione e analisi.
Intensità e calma.
Fuoco e controllo.
Il VfR Aalen gioca con identità, coraggio e organizzazione.
La squadra appare finalmente viva, unita e mentalmente forte.
La promozione in Regionalliga rappresenta molto più di un semplice salto di categoria.
È il simbolo di una ricostruzione credibile.
Di un club che ha ritrovato stabilità e ambizione.

Nel calcio moderno, spesso dominato dall’improvvisazione, il lavoro di Molinari e Catizone assomiglia davvero ad un piccolo capolavoro sportivo.
E forse il viaggio non è ancora finito.
Perché entrambi custodiscono da sempre lo stesso sogno:
allenare un giorno nella loro Italia.
La terra delle origini, della famiglia e della passione calcistica.
E chissà che, prima o poi, una panchina italiana — magari in Serie D, oppure ancora più in alto — non aspetti davvero i due italosvevi che hanno riportato il VfR Aalen alla vita.
Il capolavoro del VfR Aalen è stato praticamente sigillato nella decisiva sfida di Heilbronn contro il Neckarsulm.
A firmare il gol dell’1-0, quasi simbolicamente, è stato un altro italiano: Luigi Campagna, autore di una rete pesantissima nel momento più importante della stagione. A la fine hanno festegiatto un 4-0 con 2000 tifosi fuori casa.
GiD


